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martedì 5 aprile 2011

C R O N A C A di C U M I A N A dagli antichissimi tempi sino ai giorni nostri continuata I86O (Parte prima)

Il nostro molto magnifico e molto illustre Comune di Cumiana chiamavasi anticamente Quomoviana e Comoviana; più tardi fu detto Combeviana ed anche Comboviana . Ed alcuni credono che questo nome derivi dalla parola Combo, Comba, tuttora in dialetto piemontese.


La più antica memoria e tradizione della terra nostra si ha quella della morte di S. Valeriano a cui é dedicato il Santuario che tuttora si venera con grande concorso di popolo. Il quale fatto é narrato da Monsignor  Francesco Agostino della Chiesa: Fra Cumiana e Giaveno fu nella persecuzione di gloriosi Tebei sopraggiunto da satelliti dell'empio tiranno il B. Valeriano, uno di quelli valorosi campioni, mentre genuflesso orava onde lasciato nel duro sasso impresse le orme che ancora di presente con molta divozione da circonvicini popoli si onorano, strascinato da quegli scellerati nella valle di Susa, quivi fu dal martirio coronato, lasciando in essa per pegno il suo glorioso capo.
Ma in contraddizione dello storico del Piemonte, a Cumiana si crede da molti che il Santo martire sia stato ucciso là appunto dove pregava, e dove sonovi impresse veramente le orme delle sue ginocchia, e dove fu edificato un bel pilone. 
Narrasi pure che Cumiana fosse una delle terre della provincia fatte cristiane, e dove ora sorge la Cappella di San Gervasio, vi era una Parrocchia, e in quel Cimitero si tumolavano i corpi dei primi Cristiani portatevi da molte miglia lontani.
Lo stesso Monsignor della Chiesa scrive pure che questa terra era nei secoli passati di grande considerazione perché giurando nel I334 la fedeltà al figlio del Principe Filippo di Acaia, si contarono ventisei Consiglieri nell'atto della procura fatta dal nostro Comune.
ANNO " 81O "
Uno dei più antichi documenti del Piemonte riguarda il nostro comune di Cumiana, che é qualificato come villa, o vico.  Il quale documento é del mese di Aprile 8IO. In esso Teutraro alemano, possessore di molte terre in Cumiana, ne fa dono insieme con sua moglie Riccarda al Monastero di Novalesa. Queste terre stendevosi da Montegrosso sino alla pietra Bicioti di cui si é perduta la ricordanza, non trovando più vestigio di tal nome.
E il documento dice cosi: Ego Teuctario alemano quid sum abitator hic in finibus Taurinu et in villa quee dicitur Quomoviana trado in ecclesia Sancti Petri quae est costruida in monasterium Novalicio de quantum ad manu mea visus sum habere in fine Comoviasca de Montegrosso usque ad petram Biciati



ANNO  " IOOO "
Cento ottant'anni dopo, verso il mille Cumiana fa parte della signoria di Rivalta e trovasi sotto il dominio di Marchesi di Susa i quali nel "IO29" addì 9 di luglio ne assegnano metà all'Abbazia di San Giusto di Susa.
 Ma credesi che questa donazione non abbia avuto effetto alcuno. 

ANNO  "IIOO"
 Dopo di ciò i signori di Rivalta appaiono investiti di Cumiana insieme con Trana,  Reano,  Villar di mezzo e Orbassano un largo territorio.        
I quali Signori di Rivalta erano della famiglia Orsini, oggi estinta in Piemonte, da cui discese un Amedeo che diede principio alla famiglia dé Falconieri.  Amedeo verso il "IIOO" separossi dallo stipite de’ suoi maggiori, cangiò il cognome e l' arma gentilizia e perché dilettavasi della caccia, adottò questo ucello per arma e ne trasse il nome, ed abitava in Pinerolo.
In che anno gli Orsini abbiano ottenuto le dette investiture non consta pare l'abbiano avute dai Vescovi di Torino dopo la morte di  Adelaide di Susa tra il "IO9I " e "IIOO, che i primi investiti siano stati Amedeo predetto e suo fratello Orso.

ANNO " I242 "
In quest'anno Amedeo IV di Savoia e Tommaso suo fratello, comperano, per mezzo dell'Abbate di Susa, da Ottone  Falconieri e dai suoi fratelli Sanchez e Pietro la metà del castello e del territorio di Cumiana.
Il prezzo fu di trentatre mila cento soldi di moneta buona secusina nuova  (" II" di Marzo "I242").
E così per Cumiana cominciò la signoria di casa Savoia. Ed allora in poi pel Conte di Savoia e quindi pei Principi di Acaia  fu sempre mandato un castellano in  Cumiana, il quale custodiva il castello e interveniva alle assemblee degli uomini di Cumiana e in seguito al consiglio del Comune.
   
ANNO  "I249 "
In quest'anno addì "I4 gennaio” Tommaso II° di Savoia acquistò il feudo di Marsaglia.
ANNO "I257"
Tommaso "II" per sicurtà dé patti consentiti agli Astigiani che il tenevano prigione, con solenne trattato promise di dare in mano di quella repubblica parecchie sue terre, fra cui il Castello e la terra di Cumiana, Gianni di Solaro fu deputato castellano con il salario di dieci escudi  "quod castrum Combevianne debeat custodire quod  melius potuit et ei visum fuerit in numero guardiarum et in expensis ".
Per altro sembra vero che la consegna non abbia avuto luogo

ANNO "I28O "
Il "IO di agosto "I28O" il Conte Tommaso di Savoia, a richiesta del Comune di Pinerolo, dichiara per atto rogito da Palmien Notaio del sacro Palazzo che, non per obbligo, ma per cortesia aderiva quel Comune alla sua richiesta e si recava all'assedio di Cavoretto avendo già finito il tempo in cui era tenuto servirgli oltre il Po.
Testimoni dell'atto furono Gioanni Ferdinando di Susa e Giacomo di Cumiana.Jacobus de Comboviana
ANNO "I286"
  Amedeo V° Conte di Savoia ottenne in quest'anno da Gaia di Borgogna, madre di Filippo, figlio primogenito di Tommaso III° di Savoia, un ordine ai nobili e ai deputati de' Comuni del Piemonte di obbedirgli a rettore e luogotenente dei figlioli di Tommaso " III°". Quest'ordine fu pubblicato in una generale assemblea raunata sulle rive del Sangone presso Giaveno. Il Comune di Cumiana mandò per deputato Gìovanni di Bruino e Nicolao Corno.
Ed intervennero anche il Castellano che era Uberto Bertrandi, come si legge negli atti dell'assemblea.
ANNO  "I298 "
Amedeo V° Conte di Savoia dimette in feudo a Filippo figlio di Tommaso III° il Piemonte, eccettuato il Ducato di Asti e la valle di Susa fino a Rivoli. E nell'atto di cessione si fa espressa menzione di Cumiana, leggendosi Castrum et  villam Combavienae.
Filippo pose sua sede in Pinerolo e fu lo stipite di Acaja per aver sposato Isabella di Villarduin erede di quel Principato. Filippo fu accolto dai popoli con gran gioia e visitò ogni castellania e traeasi seco per suo sollazzo un'orsa.
Egli nella estate veniva spesso a Cumiana dimorando nel vacchio castello; e vi é tuttora una regione che si chiama Riva d'Acaja perché eravi colà un ritrovo di caccia.

ANNO "I3O6 "
In quest'anno addì "25" Agosto il Conte Amedeo di Savoia infeudò il Comune di Cumiana in favore di Antonio Canale per il prezzo in fiorini dodici mila. L'instrumento si trova nei protocolli ducali degli archivi del Regno, ed é la prima investitura dei Canali che furono poi Conti di Cumiana.

ANNO "I3I8 "
In quest'anno trovasi che il principe Filippo di Acaja vendette l'investitura di una casa situata alla Costa e di una Vigna a favore di un tal Prigoletto suo barbiere mediante di annuo canone. 
E  l' 'investitura si legge nei protocolli ducali degli archivi del Regno.

ANNO " I325  "
In  quell' anno o nel  seguente  si  ha  memoria  che  il   Principe  Filippo Acaia raunò in Pinerolo tutti  gli ambasciadori  delle città e Comuni  del  Piemonte per trattare di  una  legge statuaria: ad tractandum  pro utìlìs   tocius  terre domini princips super vestimentis  personarum et  ornamentis  ipsorum,  ma   non si trovò  memorie  delle deliberazioni  prese né si conosce il nome degli  ambasciatori  del nostro Comune.
ANNO " 1334 " 29 Dicembre
Essendo in quest' anno passato di  vita il  Principe Filippo e trovandosi il  principe Giacomo  suo figlio e  successore in  minore  età  lo sostituì  Catterina di Vienna  sua madre, in qualità di  Reggente ordinò ai Feudatari  ed ai Comuni del Piemonte  di  prestare omaggio al  figliuolo in Pinerolo.
E il Comune di  Cumiana presenti ventisei Consiglieri, costituisce sui procuratori  per la prestazione del detto omaggio e fedeltà, Gernetto Canale e Percivallo di Calusio. E nello stesso giorno in  cui  fu prestato giuramento cioé il  29  di  Dicembre,  la  reggente Catterina in nome  del  Principe  Giacomo concedette  l'investitura  ad  Antonio Canale  delle ragioni  feudali  spettantegli  nel territorio di Cumiana in feudo nobile, antico e paterno.
 
ANNO "  1335  "
Sotto la data del 14 di  Agosto trovasi una sentenza arbitromontale di Secondo  Canale  segnala  differenze  che  vertevano tra  il  nostro  Comune e Anselmino Marenco. La sentenza pronunzia  che Anselmino allorché lo crederà potrà , debba riscuotere dagli uomini di Cumiana che recarno qualche offesa tutte le multe minute per  essi  dovute e pagare quindi  al Comune la somma di fiorini  diciotto.
E sotto la data del  9  di   Dicembre  trovasi  che  Giacomo  di  Acaja  accensi  a  favore di Antonio  delle  Porte di   Pinerolo  la  sua vita  durante l'ufficio della Gastoldia  di  Cumiana e del pedaggio del luogo di Marsaglia  colle pertinenze, proventi, ed altre cose a detto ufficio e pedaggi adiacenti.

ANNO "  1337  "
Giacomo di Acaja ordina  in quest'anno a tutti i Comuni  di formare una società popolare per difendere la terra e punire i malfattori.
Questa era una specie di  grana Comunale o nazionale, che in quei  tempi in  cui  mancava il braccio della pubblica  autorità, non solamente difendeva  la terra, ma  giudicava  ed  eseguiva  le sentenze.
  Cumiana avrà  senza dubbio istituita prefatta società,  benché non se ne abbia particolare ricordo.
ANNO "  1339  "
Guglielmo e Termignone Canale godevano già in quest'anno del jus patronato della Parrocchia di S. Giovanni della Costa che é la più antica delle nostre Parrocchie.

ANNO "  1341  "
Giovanni  Marchese  di Monferato manda a PInerolo il padre Giordano Braida minor conventuale con una sua lettera per intimar guerra al  Principe di Acaja, e il principe Giacomo da sua risposta.
E della lettera e della risposta rogò pubblico atto Crotto di Cumiana notaio pubblico.
ANNO "  1342  "
Di  questi  anni  era castellano  di  Cumiana  Antelmo detto il Bastardo di Acaja, figlio naturale del Principe Filippo, il quale Antelmo fu stipide del ramo de' Conti  di  Collegno e di  Altezzano estintesi nel 1598.

ANNO "  1346  "
In quest'anno il Principe Giacomo emancipa il suo figlio Filippo e gli fa in donazione da aver effetto dopo la sua morte, di tutti  gli stati del Piemonte. E nel  giorno quattro di  Agosto  tutti i procuratori  dei Comuni raunati in Pinerolo riconobbero la donazione predetta, e giurarono ubbidienza a Filippo che era un fanciullo di  sei  anni . Nella donazione era  previsto riservato il diritto vitalizio di Amedeo di Savoia suo fratello sopra Cumiana.
Salvo jure que habet  Domlnus  medeus de Sabaudia quidem domini principis  frater in dicto loco Combevian
ANNO "  1352  "
Leggesi in alcune storie che il Conte  verde  (Amedeo VI°) per indurre Giacomo  d'Acaja  ad approvare  l'accordo di  pace col  Marchese di  Monferrato promise di darle Cirié e Cumiana.
Ciò farebbe supporre che vi  fu errore nei  nomi dei  luoghi  perché Cumiana  apparteneva alla linea  di   Acaja; se pure non debbosi  intendere che il Conte Verde   obbligavasi di  far restituire a Giacomo il  luogo  di  Cumiana dato in appannaggio al Conte Amedeo suo fratello, ricompensando poi quest'ultimo in altro modo.

ANNO "  1354  "
In  quest'anno Cumiana fu testimonio di un grande avvenimento.  Il Principe  Giacomo  d'Acaja , correndo il giorno decimo di Luglio fece arrestare Roberto di Durazzo de' Reali di Napoli insieme con tutta la nobile sua comitiva e lo fece sotterrare nel Castello di Cumiana.
E ciò perché il padre e lo zio di Roberto avevonogli  tolto il  principato di Marca e tenuto gran tempo prigioniera una sua sorella.
Il   Papa  Clemente  VI° ,  ad istanza  del   Cardinale   Pongon,  zio  di Roberto, il  6 di  Ottobre lanciò la scomunica su tutto il Piemonte, e la scomunica non fu tolta se non dopo la liberazione di Roberto , cioè il 26 di Marzo 1355.
                          
ANNO "  1355 -1356  "
Il  principe Giacomo coll'intendimento di recar danno ai sudditi di suo cugino il Conte Verde, Amedeo  VI°, impone una tassa di sei denari per ogni lira sul valore delle merci che transitavano pel   Piemonte e si  conducevano in Savoia.  Amedeo VI° se ne lagna  come  di  un fatto che  lede i  suoi  diritti  di sovranità sul  Piemonte e torna a detrimento de' popoli  di  Savoia.
Intimossi  al Principe di  rivocare  la tassa e questi non obbedì, onde il Consiglio di  Savoia  con sentenza del  4 di  Novembre 1356 dichiarò  gli stati  del  Piemonte devoluti al Conte.
E  questi  poi  gli   mosse  guerra  per  far  eseguire la sentenza, il che Giacomo  vedendo, fatto senno,  cessò di  riscuotere  la detta gabella nel  1357 e nel 1358.
Ma nel  1359  Jacopo  fece riprendere  l'esercizio della tassa.  Onde, dopo fattegli forte ammonizione, Amedeo VI° andò ad oste contro di  lui  e molte terre gli occupò ed il  Castello di Cumiana il  6 di  Novembre per  reddizione.
Giacomo chiese  in mercé che si rivedesse la sentenza che lo spogliava  degli  stati  suoi, il  che fu fatto il  27  Gennaio  136O. 
Ma i  giudici  avendo riconfermato  la  sentenza  del  1356,  a  Giacomo fu  levata la  signoria del Piemonte, e Cumiana ritornò sotto il dominio de' Conti di Savoia, cui rese prontamente obbedienza.
ANNO " 1363  "
In quell'anno Giacomo chiese con  supplice istanza di essere reintegrato negli  suoi stati, ed il Conte Verde vi concesse. E il comune nostro riconobbe di  nuovo in suo signore il principe Giacomo, dopo avere assolto, addì  tre Ottobre, il Conte di  Savoia del  patto di non allienare il Castello, villa o territorio di esso Comune. 

ANNO "1364  "
Il Principe Giacomo vende a Nicolao Consignore di  Rivalta il castello e la villa di  Cumiana per  8OOO  fiorini  d'oro. Ma pare che questa vendita  sia poscia  annullata, perché  le memorie posteriori come vedremo, provano che il Castello e il feudo rimanevano in potestà  dei  signori  di Acaja.
E in quest'anno il Principe Giacomo annullò le condizioni  fatte a  suo figlio Filippo nel  1346  e Filippo fu costretto a rinunziarvi  anch'esso.

ANNO "1367  "
Giacomo che era passato a seconde nozze  avuto due altri figli, Amedeo, Lodovico, contestanto di  quell'anno priva dell'eredità sua Filippo primogenito e  chiama a succedergli  Amedeo secondogenito. E ad Amedeo suo fratello lascia in  proprietà il Castello di Cumiana che  prima  aveva  solo in appanaggio vita  sua naturaldurante.
Ed  essendo  morto il  Principe  Giacomo  raccolse  soldati  e masnadieri  inglesi  e tedeschi  che allora  servivano nelle compagnie di ventura e cominciò con grande crudeltà ad impadronirsi delle terre. Cumiana fu presa e provò il furore di quelle  genti.
A chi  tagliavano il naso, a chi  le mani  e a chi cavavano gli occhi.
E nel  1368  il  Conte Verde nominato da  Jacopo tutore dei figli minori  Amedeo e Lodovico  mosse  contro  Filippo. Il  quale  abbandonato  dai   suoi  avventurieri  s' indusse a rimettere  la  causa  al  giudizio dei  comissarii   che  si radunarono a Rivoli . Ottenne salvacondotto e andò egli  stesso in detto luogo ma  vi  fu preso a tradimento, e contro la fede data incarcerato ad Avigliana e quivi   poscia  nel lago affogato.
Così  Amedeo dAcaja giovinetto riebbe la Signoria del  Piemonte.  

ANNO " 137O  "
Amedeo  fratello  del  defunto  Principe Giacomo vende il Castello di Cumiana a  Termignone e Antonio zio e nipote de Canali.
E di  questo vecchio Castello che fu sempre dei  Canalis che ebbero in seguito il titolo di Conte di Conte di Cumiana, se ne veggono ancora i ruderi  sul  poggio che sovrasta il castello nuovo; ma s' ignora in qual tempo sia stato distrutto.
Monsignor  della  Chiesa che scriveva nel secolo XVII° dice che era stato dirocato nelle antiche guerre del  Piemonte ma non accenna quale.

ANNO "  1375  "
In quell'anno vi  fu  grande  carestia  in  Piemonte e il popolo soffrì  molto di fame. I deputati   dei  Comuni   si   raunarono in  Pinerolo per provvedere contro tanto infortunio, e non seppero porvi rimedio.

ANNO "  1377  "
Il Principe Amedeo di Acaja figlio di Giacomo essendo uscito di pupillare  età , viene investito degli stati del Piempnte dal Conte Amedeo  VI°di Savoia, e i Comuni  lo riconoscono, ed ei conferma loro iprevilegi.

ANNO "  1398  "
Infierisce  la peste in Pinerolo e nei paesi  circumvicini  con morte di molti abitanti.


A seguire nei prossimi post....

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